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Le undici virtù del buon programmatore C++



  1. Pazienza

    serve a non perdersi d'animo davanti a un programma che si ostina a non funzionare.

  2. Logica

    serve a scrivere programmi che funzionano.

  3. Tenacia

    serve, durante una "caccia al baco", a non mollare fino a quando non sia stato stanato. Chiaramente imparentata con la Pazienza.

  4. Coerenza

    serve a non cadere mai in contraddizione durante la scrittura di un codice ed è sorella della Logica per parte di padre; aiuta a dover ricorrere il meno possibile alla Pazienza e alla Tenacia.

  5. Memoria

    serve a ricordare, mentre si scrive la riga 80mila di una funzione, che cosa era stato scritto alla riga 8 ed è madre uterina della Coerenza.

  6. Musicalità

    serve a sapere scandire i tempi del programma, come se fosse il solfeggio di una partitura, ossia a fare sempre ogni cosa al momento giusto o, equivalentemente, a capire che c'è una precisa cronologia da seguire nella scrittura di un codice. È figlia naturale della Logica e nipote della Coerenza e della Memoria.

  7. Preveggenza

    cugina di primo grado della Memoria, che tiene sempre presente il passato, si proietta nel futuro e si riassume nel motto: "il buon programmatore le deve pensare tutte".

  8. Fantasia

    serve a trovare la soluzione migliore in ogni situazione e anche a capire che esiste sempre una soluzione geniale a qualunque problema. È quella che ti fa dire: "Gran linguaggio!" dopo essere stata temperata dalla Musicalità, come il clavicembalo di Bach.

  9. Pignoleria

    serve a ricercare sempre la perfezione, o, quanto meno, l'ottimizzazione del programma; è quella che consente di scriverne di tali che fanno il doppio delle cose nella metà del tempo rispetto a quelli scritti da chi non ce l'ha. Tipicamente vi si ricorre per ultima.

  10. Chiarezza

    serve a scrivere programmi che siano comprensibili e modificabili senza sforzo, e senza introdurvi errori, anche a distanza di anni; se ne può anche fare a meno, ma solo a patto che si disponga di Memoria in "quantità esagerata".

  11. Etceterezza

    È quella che condensa in sé tutte le altre virtù che non mi sono venute in mente.

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