Il sistema immunitario č un sistema complesso che condivide molti aspetti
con il sistema nervoso, come la capacitā di rispondere in modo selettivo a
stimoli esterni elaborando una memoria a lungo termine. Anche se delocalizzata,
la componente piu` evoluta del sistema immunitario, che č quella clonotipica,
basata sui linfociti B e T, ha canali di comunicazione attraverso una varietā di
segnali molecolari. Interagisce inoltre con il sistema piu` antico basato sui
macrofagi e sulle cellule dentriche attraverso mediatori molecolari come le
citochine. I linfociti si muovono in una rete, il sistema linfatico, che si
allaccia a centri (linfonodi) ed organi privilegiati (pelle, milza ecc)
dove interagiscono con elementi estranei pericolosi per l'integritā
dell'organismo detti genericamente antigeni sia esogeni virus, batteri
sia endogeni quali cellule mutanti come quelle tumorali.
Un meccanismo
basilare č il riconoscimento dell'antigene da parte di un linfocita tramite
complementarietā sterica (chiave-serratura) e la sua mutazione dallo stato
vergine a quello di memoria, in cui č avvenuta una marcatura. Le cellule di
memoria formano un vastissimo repertorio che consente all'organismo di reagire
in modo piu` efficace contro gli stessi agenti o agenti similari
(cross-reattivitā ). Si riconoscono in questo sistema complesso diverse analogie
con quello della mobilitā urbana. Due punti importanti sono la presenza di
un carico antigenico che ha fasi acute ed una fase cronica in cui lo stimolo
medio mantiene un valore basso ma presenta rapide fluttuazioni. La presenza
di un rumore antigenico č rilevante al pari della presenza di cellule T
vergini che possono essere marchiate da nuovi antigeni. L'esaurimento del
compartimento delle cellule vergini comporta la perdita di flessibilitā
del sistema e quindi č stato proposto come marcatore di mortalitā nonostante
una parziale compensazione effettuata dal sistema innato.
E` stato costruito
un modello matematico che descrive l'evoluzione delle due popolazioni di linfociti
T vergini e di memoria (piu` gli effettori) soggetto a fluttuazioni. Assumendo
con indicatore di mortalitā l'esaurimento del primo compartimento si deriva una
probabilitā di sopravvivenza. Sia le concentrazioni sia le curve di sopravvivenza
sono in buon accordo con dati clinici e demografici. L'analisi storica fornisce
indicazioni sulla immunonesenescenza come causa prevalente di morte nelle societā
evolute. Anche l'espansione di un clone č stata modellata a livello meoscopico
con un modello stocastico in cui la componente deterministica descrive in modo
corretto l'omeostasi a seguito di un insulto antigenico acuto.
Il modello
corrisponde a quello meccanico di una particella soggetta a un potenziale periodico
(landscape) ed una forza dissipativa che determina le posizioni di equilibrio
cui si aggiunge una forza impulsiva (carico acuto acuto) ed una fluttuante con
valor medio non nullo (carico antigenico cronico). Le oscillazioni della
dimensione del clone sono sperimentalmente osservate.
Il modello potrebbe svilupparsi attraverso una descrizione microscopica
dei cloni utilizzando una rete in cui si muovono sia i linfociti sia gli
antigeni, adattando allo scopo il simulatore sviluppato per
la mobilita` urbana. La figura presenta un confronto tra:
una distribuzione di
linfociti T vergini ed i risultati del modello (sinistra),
curve di sopravvivenza previste dal modello
e dati demografici (destra).